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Capitan Peppe

 

 

Capitan Peppe sulla sua nave,
aveva un forziere senza la chiave.

Quel grosso baule pareva blindato

Con grosse catene l’avevan saldato.
Non ci voleva giammai rinunciare,
il tesoro al più presto doveva trovare.

“Per il corpo di mille balene!”
esclamava “Non va bene!”

Si dannava e brontolava,
perché  nessuno lo aiutava
ad aprirlo per controllare,
prima di buttarlo a mare.

Sgridava il nostromo tutte le sere,
non era certo di buone maniere.

Che testa dura, mica mollava,
anche la ciurma terrorizzava.
“ Vi metto in castigo, state allerta!
Andate tutti sottocoperta!”

Poi di colpo un retroscena,
lo vedeva appena appena.
Strizza l’occhio e poi si abbassa,
guarda sotto quella cassa.

Cerca avido e bramoso,
qualche cosa di prezioso.
“C’è sicuro io lo sento,
proprio sotto il basamento.”

Ma la mano non gli passa,
ce l’aveva troppo grassa.

Chiede allora ai marinai,
di aiutarlo se no eran guai.
Furon pronti ad ubbidire,
e i suoi ordini esaudire.
Così insieme agevolmente,
come se non fosse niente,
ribaltarono il forziere,
con le solite maniere.

Finalmente s’intravvede
e la ciurma non ci crede.
C’è una mappa del tesoro!
L’han trovata proprio loro!

Se la ridono contenti
e si fanno i complimenti.

Ma Capitan Peppe è già pronto a salpare,

C’è sempre un tesoro da ritrovare.

E così la pace è fatta,
questa volta non li sfratta!

 


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