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Il principe che scappa

S’è svegliato stamattina,
con in testa una regina.
Mille fanti, cento arcieri,
scudi, elmi e cavalieri.
Nel castello abbarbicato,
sulla cima collocato,
c’era anche un barbacane,
quattro torri e tre fontane.
Ma il ricordo è un po’ sfocato,
forse c’era pure entrato?
Di sicuro in quel miraggio,
s’è imbattuto in un re saggio.
“Solo un sogno” gli aveva detto,
ma sembrava troppo schietto!
Chi l’avrebbe mai pensato,
quel che poi gli era accaduto?
“Se rammento a onor del vero”,
e lo dice battagliero,
“Che d’intorno a quel maniero,
c’era l’acqua per davvero!”

Se lì dentro voglio andare,
il fossato dovrò passare.
Ora mi metto qui a gridare,
“Ehi lassù fatemi entrare!”
Al sentir quel grido acuto,
forse troppo risoluto,
s’allertarono i tiratori,
già attendevano gli invasori.
Il capitano in torretta,
s’affacciò in tutta fretta.
“Chi va là!” gli dissero in tanti,
con le voci altisonanti.

“Sono il principe non mi vedete,
proprio io, avanti aprite?”
Quelli rapidi sopra il fosso,
tiran giù un portone grosso.
S’apre il varco tra le mura,
finalmente un’apertura!
Era il ponte levatoio,
ecco fatto il corridoio.
S’è levato quell’intoppo,
ora è libero “al galoppo!”
Poi si gira e guarda dietro,
eran solo a qualche metro,
L’inseguivano di corsa,
forse dalla notte scorsa?
Principesse more e chiare,
lo volevano sposare!

“Su cavallo corri forte,
entra nella roccaforte!”
Poi d’un tratto il finimondo,
è finito in un secondo,
e quel fatto nel pensiero,
no, non era proprio vero!
Si ricorda che quel dramma,
lo leggeva la sua mamma.
Ieri sera raccontava,
dell’eroe che non ci stava,
a tornare nel castello,
con la fede e con l’anello.

 


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