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La coccinella e la lucciola

Una notte zitto zitto, in un bosco fitto fitto,
un insetto colorato, dorme e ronfa accoccolato.
Dondolava come in culla, sulla foglia di Betulla.

 

Poi qualcosa l’ha abbagliato, e di colpo s’è svegliato.
Ha pensato: “Sarà una stella?” Strizza gli occhi ma non è quella.
Dice allora un pò tra i denti, senza tanti complimenti:.
” Tu chi sei, fatti avanti, perchè illumini tutti quanti?”

La lucetta gli risponde, tutta allegra dalle fronde.
“Ops per caso ti ho svegliato? Scusa sai se non ho bussato.
Mi chiamo Lucciola, volo in giro, cerco amici così li attiro.
La mia coda è illuminata, da una sostanza ossigenata.
Ma tu che dormi tra i fogliami, dimmi un pò, come ti chiami?”

“Ciao piacere di vederti, scendi giù vieni a sederti.
Io son buona, e anche bella, e mi chiamo Coccinella.
Se mi vedono i contadini, fanno festa e pure i bambini.
Quando anch’io apro le ali, spicco il volo ma son senza fanali.
Mangio gli acari delle piante, spesso l’insetto se è un pò seccante”.
disse lei accattivante.

Ora la Lucciola si è spaventata, in fretta e furia l’ha salutata.
” Ehm grazie, devo proprio andare, non mi posso più fermare.
Ci vediamo un altro giorno.” e svelta si toglie da lì intorno.

 


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